Anna Arzhanova e Silvia Costa madrine di Blue Helmets of the Sea

di Roberta Commenta

Nell’ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, giunta alla sua XIX edizione, Anna Arzhanova e Silvia Costa sono state le madrine d’eccezione dei “Blue Helmets of the Sea“, ovvero i Caschi Blu del mare. Promosso da CMAS, federazione sportiva fondata da Jacques-Yves Cousteau avente a cuore, tra le altre discipline, l’archeologia subacquea con un apposito settore pronto a dare il proprio contributo attivo nella tutela del patrimonio archeologico in mare, alla presentazione del progetto hanno partecipato, tra gli altri, Andreas M. Steiner, direttore di “Archeo”, in qualità di moderatore.

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Si è detta entusiasta l’onorevole Silvia Costa, presidente della Commissione cultura, istruzione, sport, giovani del Parlamento Europeo:

Sono estremamente felice di presentare questa iniziativa di grandissimo valore sportivo, educativo e culturale: i caschi blu del mare da oggi saranno operativi in Italia, in Europa e nel mondo, saranno a servizio della comunità al fine di riportare alla luce i nostri tesori archeologici sott’acqua e saranno pronti ad intervenire dovunque nel mondo per salvaguardare e pulire i nostri mari.

Al centro dell’interesse della CMAS ci sono la salvaguardia dei nostri mari oltre che una profonda attenzione nei confronti di tutte le attività legate all’archeologia subacquea. Queste le parole della Arzhanova, presidentessa della Confederazione, a riguardo:

Vogliamo che i nostri tesserati di CMAS mettano dovunque nel mondo la loro capacità ed esperienza al servizio della cultura e della salvaguardia e pulizia del mare. CMAS opererà in sintonia con l’UNESCO e con tutti i comitati scientifici, università e onlus formando un fronte comune che avrà come obiettivi quelli di recuperare i tesori nascosti sott’acqua e liberare e pulire i nostri mari. Non possiamo più tollerare le isole di plastica del mare.

Queste ultime non sono altro, citando solo le più consistenti, che 5 vasti agglomerati di rifiuti presenti negli oceani, due nel Pacifico, due nell’Atlantico ed uno in quello Indiano, ai quali sono legati disastri ecologici di vasta portata.

L’obiettivo è, dunque, quello di ripulire il mare e sensibilizzare l’intera popolazione, ad iniziare dalle scuole e dalle università, in tale direzione. Dall’esigenza di mettere insieme grandi forze che agiscano in un clima di cooperazione nascono i cosiddetti “caschi blu del mare”. Ma non è il solo traguardo che la confederazione si è prefissa di raggiungere. Mossa dalla volontà di fare rivivere un mito, cercherà anche di porre chiarezza su Atlantide.

CMAS è sensibile anche alla “questione” migranti, vera emergenza sociale che interessa sempre di più l’Europa ed il Mediterraneo. A tal proposito il desiderio è quello di istituire un corso di formazione per attività subacquee i cui destinatari siano proprio tutti coloro i quali fuggano dalla propria patria a causa della guerra. Questi potranno, una volta acquisite le conoscenze necessarie, coadiuvare i “Blue Helmets of the Sea”.

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