Perché l’Italia del rugby non vince? Le risposte degli esperti

di Alba D'Alberto Commenta

Un articolo molto lungo ed interessante su Internazionale, analizza la situazione dell’Italia del rugby provandosi a chiedere quali siano le ragioni di una performance quasi sempre sconfortante della nostra nazionale. Gli spunti sono decisamente interessanti. 

Prima di tutto si parte con una disquisizione sulla qualità degli atleti e in particolare si riflette sul Capitano, Sergio Parisse, immenso in campo e negli spogliatoi, in grado di trascinare la squadra ma incapace di farlo fino alla fine. Insomma, è un eroe della palla ovale ma non può fare tutto.

Poi è chiaro che si prendano in esame tanti aspetti, tra cui anche l’allenamento. Ma è davvero colpa di Brunel come dicono tanti tifosi? Ecco la risposta scomoda fornita da Internazionale che sembra mettere fine alle critiche infinite nei riguardi del CT

È possibile che gli insuccessi dell’Italia dipendano dalla direzione tecnica, un altro dei fattori evidenziati da Spliss? Non al livello di squadra nazionale: gli ultimi quattro allenatori della nazionale sono stati un ex giocatore campione del mondo (sir John Kirwan), un ex commissario tecnico della Francia (Pierre Berbizier), un ex commissario tecnico del Sudafrica (Nick Mallett) e adesso Jacques Brunel, ex assistente del commissario tecnico francese.

Ci sono molte analogie con la nazionale di cricket dello Sri Lanka, che dal 1982, dopo aver ricevuto il Test status, ha avuto una serie di allenatori di primo piano, molti dei quali provenienti dalle migliori squadre del mondo. Una strategia di questo tipo spesso prevede il coinvolgimento di un ex giocatore di forte carisma in un ruolo dirigenziale: così hanno fatto la nazionale di rugby argentina con il leggendario mediano di mischia Agustin Pichot e la nazionale di pallacanestro greca con l’ex capitano Panagiotis Yannakis, che nel 2006, da allenatore, ha guidato il suo paese alla finale dei mondiali. Lo Sri Lanka, l’Argentina e la Grecia hanno avuto ripetuti successi nei rispettivi sport: gli Azzurri invece no.

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