L’hanno chiamata “la notte di Casalmaggiore”

di Alba D'Alberto Commenta

Una città grandissima, quella di Casalmaggiore, dove la squadra di volley è cresciuta a ritmo di sacrifici e successi. Alla fine è andata a disputare una Final Four e il bello è che ha anche vinto il prestigioso trofeo europeo. Alla grande! E i paragoni si sprecano. 

Tutta Casalmaggiore in piazza in attesa che tornino le Campionesse d’Europa. Una festa improvvisata ma nemmeno troppo, considerando che qui la gente ci ha creduto ed ha potuto accogliere le campionesse. La piazza Garibaldi dove si è riunita la popolazione, è stata pitturata di rosa e tutti hanno atteso fino alle 22.40 le atlete. Si tratta di un paese di atleti – dai canottieri Farina e Rainieri che vinsero 4 medaglie olimpiche tra il 1988 e il 2008, fino allo scudetto del 2015 – ma adesso la storia è diversa. Come racconta la Gazzetta dello Sport:

Casalmaggiore è la più piccola città del volley a salire sul tetto d’Europa (15.402 abitanti) e per di più lo fa da esordiente, con una società che ha solo otto anni di vita, credendo nel progetto di un presidente, Massimo Boselli Botturi, che s’è circondato di volontari splendidi e di scommesse sul campo, tutte vinte. Dalla scelta delle giocatrici, a quella di organizzare la Final Four quando tutti gli davano del matto, alla Coppa Italia che è stata una sorta di catarsi per questo club, che quando perde, sembra farlo apposta per vincere qualcosa di più significativo. E di storico.

Il coach, anche più volte criticato per il suo atteggiamento, ha portato a casa un successo incredibile senza farsi tangere dalle critiche e ha detto a tutti con cuore aperto:

Siamo orgogliosi di questa Champions. Ma quel che ci riempie di gioia è vedere questa piazza piena, e questa gente che domani andrà a lavorare eppure ci ha attesi per fare festa.

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