Nba: come funziona il nuovo mercato con “Amnesty”

di Marco Mancini Commenta

Una vera e propria amnistia. E’ quanto hanno chiesto i proprietari delle squadre Nba che incassano tanto, è vero, ma spendono anche tantissimo. Ciò che i presidenti chiedono è un’oppurtunità per alleggerire il monte ingaggi da quegli stipendi pesanti di giocatori deludenti.

Per capire meglio come funziona bisogna fare un passo indietro. Nella Nba è previsto il cosiddetto “salary cap“, cioè un tetto oltre il quale il totale degli ingaggi non può andare. Questo tetto massimo è stato stabilito per evitare che una squadra ricca possa accaparrarsi tutti i migliori giocatori del torneo pagandoli oro, lasciando gli scarti alle altre squadre. Questo salary cap, per quanto buono sia, ha un difetto: se si ingaggia un giocatore ma questo poi si infortunia o non gioca come ci si aspettava, bisogna continuare a pagarlo fino alla scadenza del contratto, limitando la possibilità di ingaggiare un altro fuoriclasse.

Per questo la nuova Nba prevederà l’introduzione di Amnesty, una clausola che permette alle società di mettere “fuori rosa”, diremmo noi, un giocatore, facendo in modo che il suo ingaggio non pesi sul salary cap. Ad esempio un fuoriclasse come Brandon Roy, a cui Portland elargisce circa 15 milioni di dollari l’anno, è infortunato da tempo. Con la nuova regola, Roy rimane al libro paga della società, ma i suoi 15 milioni vengono scalati dal monte ingaggi. In questo modo i Blazers possono permettersi di ingaggiare un altro talento. Ma non finisce qui.

I giocatori inseriti nell’Amnesty finiscono in una lista che le altre squadre possono liberamente consultare per poterli ingaggiare. Se un altra squadra prende uno di questi giocatori entro 48 ore dall’inserimento nella lista, deve corrispondergli lo stesso ingaggio (opzione scelta per chi è in forma ma ha problemi con i compagni o l’allenatore). Passate le 48 ore le società hanno qualche altro giorno per prenderlo “ai saldi”, cioè pagandogli una parte dell’ingaggio ed il resto dev’essere pagato dalla società di appartenenza, altrimenti se tutto ciò non avviene, il giocatore diventa un Free Agent, cioè senza squadra, e si può accordare liberamente con chiunque a qualsiasi prezzo.

Con l’introduzione di questa nuova regola sono molti i giocatori che potrebbero essere inseriti in questa lista, anche molto importanti. Non solo Roy, ma anche Gilbert Arenas che è in costante calo negli ultimi anni, e tanti altri.

Photo Credits | Getty Images

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