Ghoncheh Ghavami ancora in carcere per aver seguito una partita di pallavolo

di Alba D'Alberto Commenta

Lo sport, purtroppo, non è soltanto fatto per unire i popoli ma spesso funziona da spacca coscienze perché mette insieme culture molto differenti. Ghoncheh Ghavami, per esempio, adesso è in carcere per aver assistito ad una partita di pallavolo maschile.

Innanzitutto bisogna dire chi è Ghoncheh Ghavami. Un’avvocatessa britannica di origini iraniane che non ha mai rinnegato la sua storia famigliare ma ha approfittato della sua cultura europea e della professione scelta, per portare avanti alcune battaglie di diritto. Ghoncheh Ghavami adesso è in carcere perchè il 20 giugno scorso ha cercato di assistere ad una partita di pallavolo della World League.

Ghoncheh Ghavami è stata condannata ad un anno di carcere ed è stata processata in Irana perché ha voluto tentare di assistere alla partita della nazionale di pallavolo maschile del suo paese contro la nazionale italiana.

Ghoncheh Ghavami è stata arrestata il 20 giugno scorso ed è stata rinchiusa nel carcere di Evin di Teheran dopo aver chiesto insieme ad un gruppo di attiviste, di assistere alla partita di World League maschile Iran-Italia. Un atto, quello di partecipare al match come spettatrice, ritenuto contrario alla morale islamico-sciita adottata come legge nel paese.

La giovane avvocatessa britannica prima è stata rilasciata su cauzione e poi è stata arrestata di nuovo. In carcere ha iniziato uno sciopero della fame e alcuni organismi internazionali nonché il ministero degli esteri britannico, hanno espresso tutta la loro preoccupazione.

Le autorità iraniane hanno dovuto dare una spiegazione per il nuovo arresto e inizialmente hanno detto che era stata arrestata per ragioni di sicurezza non legate alla partita di pallavolo. Senza sapere perché fosse reclusa, fino a questo momento Ghoncheh Ghavami ha scontato 126 giorni di carcere. Poi è stata varata la sentenza: un anno di prigione. L’arresto ha naturalmente attivato una campagna internazionale per la sua liberazione e su Facebook, una pagina ufficiale a lei dedicata, tiene aggiornati tutti sugli sviluppi della questione.

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