Gli ultimi aggiornamenti sul motore Ferrari 2022 in vista del Mondiale di F1

di Daniele Pace Commenta

La situazione in casa Ferrari, a poche settimane dall'inizio del Mondiale

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C’è grande attesa e ci sono grosse aspettative sul motore Ferrari 2022, in vista del prossimo Mondiale di F1. La squadra sta lavorando al banco di prova per portare il propulsore 066/7 a una vita di quasi 6.000 chilometri. Il team del Cavallino è impegnato in un duro lavoro alla ricerca dell’affidabilità che ancora manca per pensare di affrontare la stagione 2022 con soli tre motori, dato che il calendario prevede 22 appuntamenti iridati e ogni unità dovrà teoricamente effettuare 7 GP.

Ferrari 2022

Cosa sappiamo sugli ultimi aggiornamenti per il motore Ferrari 2022 in vista del Mondiale di F1

Nei test in Bahrain che inizieranno domani, la Scuderia porterà lo stesso motore che è stato utilizzato senza problemi nei tre giorni di test di Barcellona dove ha superato brillantemente i 2.000 chilometri. La calda sessione di Sakhir sarà importantissima per verificare in pista, più che in panchina, eventuali punti deboli in vista del debutto stagionale della prossima settimana, con i motori omologati FIA e che dovranno durare congelati fino alla fine del 2025.

Ovviamente a Maranello si è puntato sulle prestazioni con le coraggiose soluzioni introdotte nella “Superfast” dall’ingegner Wolf Zimmermann, ben sapendo che il regolamento permette di lavorare sull’affidabilità.

I test che inizieranno domani dovranno dare risposte convincenti, visto che le tre giornate spagnole del Montmelò sono state utilizzate principalmente per verificare i dati e per correlare con i sistemi di simulazione. Adesso non si scherza più e le macchine dovranno mostrare il loro vero potenziale e il tempo per giocare a nascondino è finito: chi ha degli assi per giocare deve metterli sul tavolo.

La Ferrari, oltre a un utile cambio per evitare focene, non dovrebbe portare grosse novità, cercando di sondare il potenziale della F1-75 sia nel giro singolo che nella simulazione di gara.

Mattia Binotto, team principal del Cavallino, ne è perfettamente consapevole: “A Barcellona, ​​nella prima sessione di test, l’idea era quella di raccogliere dati e provare a capire la vettura, mentre quando siamo in Bahrain, e lo faremo essere molto vicini alla prima gara della stagione, penso che dovremo tutti ottenere il massimo dalle monoposto con giri di qualifica e simulazioni di gara. E avremo le idee più chiare sui valori in campo”.

Insomma, ci sono meno certezze di quanto si pensi sulla Ferrari 2022. Nessun dramma, ma è chiaro che sia necessario guardare in faccia alla realtà, prendendo atto che ci sia ancora gap rispetto a team come Mercedes e Red Bull, che per forza di cose partono in netto vantaggio.

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