Motociclismo, Max Biaggi lascia il mondo delle corse

di Gioia Bò Commenta

Una vita in sella ad una moto, 20 anni a sfiorare l’asfalto con le ginocchia, all’inseguimento della prima posizione, del podio della testa della classifica. 20 anni  di carriera straordinaria, conditi dalla conquista di 4 titoli nella 25o e di due titoli nella Superbike. Ma ora è il momento di dire basta per Max Biaggi, 41 anni suonati, con la consapevolezza di poter dare ancora molto al mondo del motociclismo.

Il centauro ha deciso dei appendere il casco al chiodo e di dedicarsi alla famiglia, prima di scegliere una professione che lo soddisfi. L’annuncio de ritiro è arrivato dalle parole dello stesso campione, che ha riunito giornalisti ed amici a Vallelunga per comunicare la propria decisione:

Lascio da campione del mondo. Lascio, ma potevo continuare. Per questo è stata una scelta difficile. C’è voluto coraggio, credetemi. Questa notte non passava mai. Mi sarò alzato dieci volte a vedere se era l’alba. Il contratto con l’Aprilia per un altro anno era pronto. Ma è venuto il momento di fermarmi. Non lascio perché costretto da un incidente come quel simpaticone di Doohan. Molti piloti quando dicono basta portano i segni della pista, vanno via tutti storti. Io mi fermo in tempo, sono abbastanza sano e avrei potuto continuare per molti anni ancora. Mi rendo conto però di aver sottratto tanto tempo al Max uomo, compagno di Eleonora e padre di due bambini. C’è un tempo e uno spazio per tutto, e questo per me è il tempo di fermarmi.

Niente lacrime, nessun ripensamento:

Era un po’ che pensavo che prima o poi avrei dovuto lasciare le corse. Ma non ero convinto. Perché fisicamente sto bene, le motivazioni sono sempre altissime: insomma, mi pareva prematuro pensare ad una vita senza casco. Poi se mi guardo intorno ho due figli, una compagna e non sono proprio più un ragazzino. Così vi ho chiamato qui, proprio dove tutto è cominciato più di vent’anni fa. Niente sarà più come prima, ma è normale che sia così.

I momenti più belli:

Vabbè, tanti. Il primo mondiale in 250, la prima vittoria in 500 alla prima gara a Suzuka. L’impennata di Brno con la moto che ormai era capovolta. Tanti.

Tanti e tutti impressi negli occhi di quanti lo hanno seguito in venti anni di carriera.

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