Zeman torna in panchina ma il suo Cagliari non è ancora pronto

di isayblog4 Commenta

Zeman torna in panchina ma il suo Cagliari non è ancora pronto e porta a casa soltanto un pareggio. Ma il tecnico boemo promette di fare scintille.

Il tecnico boemo Zeman, dopo una trattativa intensa con diverse squadre anche in serie B, per esempio il Pescara, ha deciso di accettare la panchina del Cagliari ma nell’esordio stagionale i suoi uomini non riescono a portare a casa la vittoria sperata.

Zeman è un allenatore davvero molto singolare: costringe i giocatori ad un allenamento molto duro, alla disciplina in campo e fuori dal campo e in effetti i risultati arrivano con un’onda lunga. Peccato che se la squadra che trova non è al top, il gioco che prova ad esprimere si rileva controproducente. Zeman, nella prima giornata di campionato pareggia 1 a 1 fuori casa con il Sassuolo ed ha qualcosa da recriminare allo spirito espresso dai suoi giocatori.

Zeman è appena tornato in serie A dopo una parentesi l’anno scorso con la Roma e il brusco esonero che lo ha portato ai margini del campionato. Già si parla del suo Cagliari perché forse si spera che sia la squadra sarda, la vera sorpresa del campionato. Da vedere, la sua squadra è molto bella: gioca in velocità, come il Sassuolo e verticalizza secondo il più classico dei pilastri di gioco zemaniani. La difesa però fa acqua da tutte le parti e il tecnico, a fine partita, non può che confermare la sensazione degli spettatori:

“Contro il Sassuolo, troppi errori in difesa. Ma presto vedrete il vero Cagliari. Non so che vi aspettate, penso che la squadra in campionato giocherà a calcio e spero bene. È normale che siamo all’inizio e stiamo cercando di provare un altro tipo di gioco rispetto all’anno scorso e ci vuole un po’ di tempo. Il risultato mi soddisfa ma ci sono stati degli errori. Il gol subito è nato da una rimessa laterale nella metà campo avversaria, non possiamo subire un contropiede così.”

Per la prima volta nella sua carriera, Zeman non può fumare in panchina ma piace la sua riflessione sulla presenza di tanti stranieri nel calcio italiano: i giocatori nostrani, anche senza aver fatto presenze importanti in serie A, hanno dei cartellini milionari e questo impedisce alle squadre di fare dei contratti importanti.

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