Roma candidata alle Olimpiadi, per Renzi bisogna provarci

di Alba D'Alberto Commenta

Alle ore 11.17 del 15 dicembre 2014 è arrivata l’ufficialità della candidatura della città di Roma per le Olimpiadi del 2024. In realtà c’è stata in questi mesi molta perplessità per via del fatto che tutti i paesi che hanno accolto i giochi olimpici poi hanno dovuto affrontare un  momento di crisi molto particolare. 

C’è stato tutto il rito del caso nel Salone d’onore del Coni per la presentazione dell’impegno “più sport a scuola”. Poi il premier ha preso la parola e con il suo solito stile a metà strada tra l’ufficialità del momento e la colloquialità dello stile giovane, ha spiegato che la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 è importante per aiutare l’Italia a ritrovare il sogno della crescita. L’Italia deve vincere la medaglia d’oro e deve dimostrare di essere all’altezza di una competizione sportiva così importante. Il premier dice:

Non sarà una candidatura tanto per partecipare, ma una sfida che vogliamo vincere e per cui faremo tutto il possibile fino al 2017, quando sarà scelta la sede. Avremo una struttura organizzativa all’avanguardia e saremo tutti impegnati perché l’Italia vinca questa partita.

Roma, nelle idee di Renzi diventa il centro del progetto ma poi, il Coni, dovrà scegliere altre città da coinvolgere. Si pensa certamente a Firenze e Napoli ma potrebbe avere un ruolo importante anche la Sardegna. Dice ancora Renzi:

Può succedere di non vincere, non di mollare, deve essere un momento che ci vede vivi e in forma. Sapete tutti voi che l’impegno è su ogni singolo centimetro, è l’impegno che rende ciascuno di noi persone e non solo codici fiscali. Il governo è pronto, assieme al Coni, a far e la propria parte. Non pensiamo che questo sia un progetto campato in aria, ma fatto di grande persone. Sono gli atleti arrivati a medaglia, i tanti atleti che nelle periferie non ce la fanno, ma che dimostrano che lo sport è qualcosa di più di un’attività, fatto di impegno. Non so se ce la faremo ma penso di sì, perché sarà una delle cose più belle che facciamo per noi, i nostri figli e l’Italia.

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