Tennis: l’Argentina riaccende la speranza, battuta la Spagna nel doppio

di Marco Mancini Commenta

Doveva finire ieri la coppa Davis, ed invece l’Argentina riesce a rinviare di almeno un altro giorno la probabile sconfitta. Nonostante gli spagnoli restino i grandi favoriti per la conquista del trofeo, ieri i sudamericani sono riusciti a strappare un punto insperato che li mantiene ancora in gioco.

Come già detto in precedenza, la chiave del successo sta nella capacità di Eduardo Schwank di dare il meglio di sé nel doppio. Il ct lo ha lasciato in panchina contro Nadal per permettergli di giocare al meglio in questa terza decisiva partita, e così è stato: è soprattutto grazie a lui, ma anche alle giocate di Nalbandian, se il duo Lopez-Verdasco è stato sconfitto.

Sulla terra rossa di Siviglia, di fronte alla solita bolgia che accompagna gli spagnoli di fronte al proprio pubblico, il doppio argentino ha vita più facile del previsto. Anche se erano leggermente favoriti, si pensava che almeno gli avversari avrebbero opposto resistenza. Ed invece il 3-0 secco in nemmeno due ore ha deluso prima di tutto il pubblico, e poi i nazionali spagnoli stessi che puntavano sul fatto che essendoci in campo due mancini gli avversari potessero essere messi in difficoltà.

Finirà così 6-4, 6-2, 6-3, tre set a zero semplici semplici che rimandano ogni discorso ad oggi, quando toccherà al beniamino di casa, Rafa Nadal, ottenere il terzo e definitivo punto. Lo spagnolo, numero due al mondo ed ormai nell’Olimpo dei giocatori più forti della storia, incontra Del Poltro da strafavorito. Non solo per il ranking chiaramente migliore, ma per la cabala (ha battuto tre volte su tre l’avversario nel 2011), e per una questione fisica visto che appena 48 ore prima Del Poltro aveva perso contro Ferrer in una partita estenuante durata quasi cinque ore. Sicuramente Nadal la metterà sul piano della resistenza, contando sul fatto che, come è crollato alla lunga in gara-2, Del Poltro non ce la farà a reggere i ritmi nemmeno contro di lui.

Photo Credits | Getty Images

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