Ippica e crisi economica, annus horribilis per scommesse e cavalli

di Giulia Commenta

“Datti all’ippica” Un modo di dire tutto italiano quando si vuole esortare qualcuno a desistere da qualcosa. Come se l’equitazione fosse un hobby o uno sport semplice da praticare. Ma darsi all’ippica con i tempi che corrono vuol dire scontrasi con una delle situazioni più agonizzanti decretate dalla crisi economica.

15mila cavalli rischiano di andare al macello (con il rischio che la carne equina sia contaminata con sostanze dopanti), il 705 degli addetti ai lavori negli ippodromi italiani è in cassa integrazione in deroga, il comparto delle scommesse ippiche rischia di scomparire.

Il cavallo è al verde. Come quello del Totip come quello dell’Apocalisse, ma soprattutto sono al verde i botteghini. L’ippodromo San Siro di Milano, di Agnano e Livorno hanno chiuso i battenti e non si sa quando e se torneranno a funzionare. Analoga sorte per l’Ippodromo Tor di Valle a Roma. A detta di Assogaloppo all’agonia dell’ippica contribuisco diverse concause che non riguardano solamente la crisi economica. Il sistema ippico sostiene molti costi e ha sofferto lo sdoganamento delle scommesse spoerive a “costo zero”. Si tratterebbe insomma di un complotto delle sale da gioco.

Azzeccare i cavalli vincenti. Un’ossessione per il vecchio Hank tanto da scriverci un libro e disseminare la sua bibliografia di immagini, riferimenti, aforismo legato al mondo degli ippodromi e la decadenza umana aggrappata disperatamente alla scommessa. Che questa condizione sia cambiata e abbia portato l’uomo a una parsimonia delle proprie finanze? Assolutamente no! Almeno l’ippodromo era anche uno luogo dove conoscere gente, passare una domenica, mentre le sale slot e le videolottery contribuiscono ad alienare e a rovinare famiglie.

C’è anche chi è pronto a investire i suoi soldi in un cavallo. secondo indiscrezioni di alcuni giornali parigini, il campione del Paris Sain-German Zlatan Ibrahimovic sarebbe intenzionato ad acquistare una quota di Raja Mirchi, cavallo svedese al trotto. E chi non gli perdona ancora di aver cambiato cinque maglie in nove anni potrà sempre dirgli: “Datti all’ippica”.

Photo Credits | Getty Images

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